La mancata restituzione delle tariffe di depurazione

Si è tenuto lo scorso 19 febbraio l’incontro tra il Forum Toscano dei movimenti dell’Acqua Bene Comune e l’AIT, (Ambito territoriale idrico) l’attuale organo di controllo politico del servizio idrico, per la questione dei rimborsi delle quote depurazione pagate fino al 2008 anche dagli utenti sprovvisti di depuratore.

L’annosa questione fu regolata nel 2008 dalla Corte Costituzionale che, con la sentenza 335/2008,, giudicò la richiesta di pagamento illegale, dato che una tariffa non può pretendere che il pagamento di servizi effettivamente erogati.

I gestori del servizio idrico, costretti a restituire il maltolto, furono comunque molto agevolati dall’organo politico di controllo (allora ATO) e fu stabilito che avrebbero reso solo quanto incassato tra il 2003 ed il 2008, ritenendo, le somme pagate dagli utenti prima del 2003, ormai cadute in prescrizione e, come se non bastasse, fu dato loro un comodo lasso di tempo per provvedere ai rimborsi (dal 2009 fino a tutto il 2014).

Adesso, nel febbraio del 2015, scopriamo che quasi nessuno dei gestori ha ultimato detti rimborsi, e, nello specifico, l’Acquedotto del Fiora deve ancora restituire agli utenti di Siena e Grosseto 530mila euro., niente paura però, perché vengono gentilmente concessi loro altri due anni per farlo.

Ci piacerebbe che i nostri amministratori, che siedono nelle poltrone dell’AIT, dimostrassero agli utenti idrici, anche solo una frazione, di quell’indulgenza che continuano a testimoniare agli speculatori delle ex municipalizzate. Magari impedendo quei distacchi perentori in cui si è esibito nelle ultime settimane l’Acquedotto del Fiora, lasciando, per la svista di qualche amministratore condominiale, interi caseggiati a secco e mettendo, senza alcuno scrupolo, decine di famiglie con bambini in seria difficoltà.

Perché l’acqua è un diritto inalienabile e non una merce, come l’ideologia mercantile dominante sembra dare ormai per scontato.

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